Cosa sono le strategie di offerta su Google Ads? Quali sono? Che implicazioni hanno? Quale conviene?

Cosa sono le strategie di offerta su Google Ads?

la strategia di offerta su Google Ads rappresenta un input, dato all’algoritmo di Google, con il quale l’inserzionista richiede all’algoritmo di pubblicare le proprie campagne pubblicitarie secondo parametri specifici, in modo da raggiungere risultati il più possibile fedeli alle proprie aspettative.

Per citare alcuni esempi di facile comprensione: se l’inserzionista ha necessità di apparire sempre in prima pagina, sempre nella parte alta della pagina, utilizzerà una strategia di offerta che veicolerà l’algoritmo a pubblicare l’annuncio sempre entro i primi 3 annunci sul motore di ricerca. Se l’inserzionista ha bisogno di una strategia di branding, che massimizzi la sua presenza sul web, sceglierà una strategia che gli faccia pagare il meno possibile, aumentano il numero di pubblicazioni sul motore di ricerca, in modo che il proprio sito/marchio venga notato più volte possibile da chiunque.

Quali sono?

Possiamo, quindi, suddividere le strategie di offerta in 3 macro-categorie:

  • per posizione nel motore di ricerca;
  • per branding;
  • per conversione.

strategie di offerta google ads

Per posizione sul motore di ricerca:

Questa strategia indica all’algoritmo che le nostre campagne pubblicitarie devono sempre essere pubblicate nella parte alta della pagina, o quantomeno, il cliente desidera che i suoi annunci vengano mostrati più volte possibile nella parte alta della pagina del motore di ricerca. Solitamente, il cliente che ha tali necessità, ha bisogno di un contatto rapido ed immediato con la propria clientela, in quanto la concorrenza nel suo settore può essere molto agguerrita: ciò significa che, prima il suo target di clientela lo nota, meglio è, e più rapidamente ci può entrare in contatto.

Un esempio pratico di inserzionisti che utilizzano questa strategia di offerta sono idraulici, elettricisti, attività produttive/di servizi che offrono interventi last minute.

Valutiamo l’esempio di un proprietario di una abitazione al quale si rompe la caldaia, in pieno inverno: oltre, ovviamente, al grande risentimento, questa persona avrà come primo obiettivo cercare un idraulico, libero, vicino casa sua, che offra pronto intervento. Ciò significa che, il potenziale cliente, cercherà , probabilmente, su internet, da pc o da cellulare, parole chiave come, per esempio, “idraulico vicino casa mia”, “pronto intervento caldaie”, “riparazione caldaie”, ecc.

Essendo che, al momento, vive al freddo, vorrà contattare il primo/i primi, idraulici presenti sul web. Quindi, molto probabilmente, si soffermerà sui primi 2-3 annunci, cercando di capire, dal contenuto dell’annuncio, se il servizio offerto corrisponde alle sue necessità, quindi cercherà di contattare i professionisti per chiedere un preventivo e tempi certi di intervento.

E’, quindi, ovvio che, in questa situazione, più è rapido il contatto che si offre al cliente, maggiore probabilità c’è che, la persona che ha il problema tecnico con la caldaia, contatti l’idraulico tramite telefono o form da compilare. Un punto, se vogliamo, sfavorevole, di questa strategia di offerta, è che non consente di ottimizzare per conversioni, ovvero di rivolgersi a clienti interessati ad entrare in contatto diretto con l’attività. Il suo unico obiettivo è quello, differentemente da altre strategie, di pubblicare in alto nella pagina e rendersi immediatamente visibili.

Di conseguenza, potrebbero vedere, e cliccare l’annuncio, sia persone che mostrano reali necessità del servizio, sia curiosi che non hanno alcun tipo di problema tecnico da risolvere. Qui di seguito un articolo interessante che spiega come sfruttare, più precisamente, questa strategia di offerta.

 

Per branding:

Questa strategia indica all’algoritmo che le nostre campagne pubblicitarie su Google devono essere presenti più volte possibile, al costo più basso possibile. Questo implica una pubblicazione molto spesso casuale, senza quindi focalizzarsi, necessariamente, sul vero utente tipo. Il sistema, infatti, impara che deve pubblicare i nostri annunci ogni volta possibile, nei limiti delle ricerche e del nostro budget, poco importa se la pubblicazione avviene ad utenti davvero interessati al nostro prodotto, o meri curiosi, e in quale posizione sul motore di ricerca.

E’, quindi, una buona strategia per tutti coloro che cercano di far notare il proprio nome/marchio il più possibile, perchè sono nuovi sul mercato, o perchè devono mantenere alta la brand awareness, per esempio. Uno degli aspetti sfavorevoli è, appunto, non potersi rivolgere a chi vuole convertire, ovvero interagire direttamente con la nostra attività. Ciò significa che, di tutti i click a basso costo che porteranno utenti sul sito, solo una parte, più o meno numerosa di essi, porterà effettivamente le persone ad entrare in contatto con la nostra attività. E’, quindi, importante che si capisca quale è l’obiettivo da raggiungere, prima di utilizzare questa strategia.

L’articolo seguente link spiega come beneficiare al meglio di questa strategia di offerta.

 

Per conversione:

questa categorie comprende diverse strategie di offerta, tutte volte ad aumentare il numero di clienti interessati ad interagire direttamente con la nostra attività. Alcune di queste strategie massimizzando il numero di clienti per periodo, altre fissano dei costi sulla spesa dell’account entro cui raggiungere dei clienti, altre ancora si basano sull’aumento della revenue.

In ogni caso, tutte queste strategie operano una selezione della clientela a monte, in quanto propongono la nostra pubblicità, potenzialmente, ai soli clienti effettivamente interessati, in base alle loro ricerche, e alla qualità delle loro ricerche in un arco di tempo più o meno determinato. L’aspettativa dell’azienda promossa dalle campagne Google Ads è di avere anche, potenzialmente, meno click, spesso più costosi (CPC più alto, si pubblica su un funnel più corto), ma utenti che raggiungono il sito più profilati, ovvero utenti che hanno mostrato progressivamente maggiore interesse nel servizio/prodotto offerto, e che, di conseguenza, contatteranno l’attività.

Ciò implica un lavoro di ottimizzazione, per quanto riguarda l’intelligenza artificiale legata a tali strategie di offerta, sul tipo di utenza che deve raggiungere il nostro sito internet. Il principio di base è: l’algoritmo eviterà di pubblicare i nostri annunci a coloro che effettuano per la prima volta ricerche solo per ottenere informazioni e soffisfare la propria curiosità, mentre pubblicherà quando l’utente farà delle ricerche mirate a cercare il prodotto/servizio di suo interesse.

L’articolo seguente link spiega come beneficiare al meglio di questa strategia di offerta, e che tipo di ottimizzazione per conversioni può essere la più conveniente.

 

Che implicazioni hanno?

Facciamo un esempio banalizzante sulle parole chiave, al fine di mostrare meglio come queste strategie lavorano:

Ipotizziamo che un utente cerchi un idraulico per la caldaia, quindi le parole chiave potrebbero essere “riparazione caldaia”, “come si ripara una caldaia”, “caldaia”, “quanto costa riparare una caldaia”, “caldaia economica”, “vendita caldaia”, “riparazione caldaia fai da te”.

Ipotizziamo, inoltre, per semplicità, di non considerare il lavoro di esclusione delle parole chiave a corrispondenza inversa.

La strategia per posizione nel motore di ricerca permetterà all’attività di essere mostrata nella parte alta della pagina, potenzialmente entro i primi 2 risultati del motore di ricerca, a chiunque cerchi qualsiasi di queste parole chiave, a prescindere, quindi, dall’effettiva necessità. Come si vedrà nell’articolo dedicato, ci sono alcuni limiti che possiamo applicare a tale strategia per renderla più efficiente.

La strategia di massimizzazione dei click permetterà all’attività di essere mostrata ovunque sul motore di ricerca a chiunque cerchi qualsiasi di queste parole chiave, a prescindere, quindi, dall’effettiva necessità, ma al costo più basso possibile. Quindi, per la legge dei grandi numeri, la campagna di Google Ads raggiungerà anche l’utente effettivamente interessato al nostro servizio.

La strategia per conversione permetterà all’attività di essere mostrata ovunque sul motore di ricerca a chiunque cerchi parole chiave che effettivamente portano conversioni. Di conseguenza, se, nello storico della campagna, “riparazione caldaia” e “caldaia” hanno portato dei leads, mentre “riparazione caldaia fai da te” e “come si ripara una caldaia” non hanno mai prodotto leads, solo click, il sistema tenderà a ridurre la pubblicazione dei nostri annunci sulle parole chiave da zero conversioni, in quanto non utili, e massimizzerà la possibilità di pubblicazione sulle altre parole chiave.

Bisogna, ovviamente, tenere anche conto che lo stesso utente può fare più ricerche con tutte queste parole chiave: è a cura dell’algoritmo decidere il momento migliore per mostrargli il nostro annuncio, così che ci noti, ed entri sul sito, quando ha deciso di avvalersi di un professionista, per esempio, e non di provare a riparare la caldaia autonomamente.

 

Quale conviene?

Si può, quindi, capire che è difficile stabilire quale sia la strategia più conveniente in assoluto: è assolutamente importante valutare numerosi parametri, ed esternalità relative all’attività da pubblicizzare, per poi valutare come investire più proficuamente il denaro online. E’, quindi, assolutamente necessario, avvalersi del supporto di specialisti di digital marketing che abbiano esperienza pregressa e comprovata in tale ambito.

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